Mark Jurghens
Mark fattosi serio abbandonò l'informalità tenuta poco prima e scattando subito sull'attenti disse con tono deciso....
"Sissignore!"
....quindi si affrettò subito verso le ultime due unità componenti la fila, proprio le ultime due prima dello splendido Gouf Rosso......
Una volta arrivato ai piedi dei loro due giganti Mark diede sfogo alla sua capacità di giudizio........localizzò in fretta quale delle due era la sua unità e le si avvicinò montando su un montacarichi in disuso.......
Era facile riconoscerla.....la livrea che la caratterizzava era tipicamente desertica e sulla sua spalla destra.....in bella mostra......spiccava il corvo, il suo simbolo ormai classico......
Mark prima di montare sul carrello elevatore del montacarichi su ruote a sua disposizione sorrise.......e così....quello sarebbe stato il suo nuovo compagno di avventure...........beh, si sarebbe preso cura di lui fin nei minimi dettagli........i settaggi dell'MS-06H li ricordava ancora tutti a memoria, in fondo...quel modello lo aveva collaudato e fatto modificare lui, doveva pur valere qualcosa quell'esperienza maturata anni e anni prima ad Odessa...........
Armatosi di queste intenzioni Mark con occhio scrupoloso premette il pulsante che lentamente fece innalzare la struttura a ponte del montacarichi............nel mentre che lentamente saliva Mark osservava lo stato di mantenimento della sua unità.......ogni pezzo sembrava appena uscito di fabbrica e di tanto in tantol'ex-collaudatore si sporgeva giacchè gli veniva in mente qualche altro dettaglio da controllare nella struttura esterna del proprio Zaku........
Il montacarichi si fermò......
La prima cosa che fece non appena il montacarichi si fu fermato fu dare un colpo con il pugno destro alla paratia alla destra del portellone principale di ingresso al cokpit........sotto di esso vi era l'HMI, ovvero la Human Macchine Interface, che gli avrebbe consentito di inserire il codice alfanumerico tramite il quale il cokpit si sarebbe aperto.......in quel caso, l'operazione da fare era leggermente differente, doveva digitare il codice numerico segreto comunicatogli sul Valiant quando gli era stato annunciato che a lui sarebbe stata assergnata quell'unità, tramite quello, Mark sarebbe stato in grado di settare, ponendo l'HMI in modalità "input", il proprio codice personale di apertura........ormai quella era diventata una procedura standard per lui negli anni, cambiando continuamente suit da pilotare era divantata la prima cosa che faceva non eppena vi si avvicinava per la prima volta.........
Così fece e inserì il codice segreto che aveva memorizzato a bordo del sommergibile di classe Yukon e sul display a cristalli liquidi a caratteri verdi comparve la scritta:
"
INPUT"
Una volta fatto questo si infilò un paio di guanti in lattice da meccanico, tutto voleva tranne che lasciare le impronte delle sue dita sulla tastiera....un'abile scasinatore avrebbe potuto rilevarle e accedere così al suo mezzo......era un rischio che di certo non voleva correre...e lui poi...non era certo un novellino.......
Mark quindi digitò il codice a otto cifre alfanumeriche che andò a determinare la combinazione da lui scelta per aprire il cokpit del proprio mezzo....fatto questo diede la conferma mediante il pulsante apposito più largo degli altri recante la scritta "OK".
La luce verde, delle due poste sul quadro, di cui l'altra rossa, si accese in tutta la sua iridescenza rendendo Mark pienamente soddisfatto di se.....
due piccole fuoriuscite di gas ai lati inferiori del grosso pannello metallico del cokpit proruppero con insistenza fino a quando il portellone non fu abbastanza inclinato da disperdere l'aria pressurizzata completamente nell'etere..........l'occhio clinico di Mark prestò attenzione al fatto che quella cabina era completamente pressurizzata, anche quel suit aveva subito modifiche e adattamente spaziali........
Il portellone si innalzò sospinto dai suoi cardini idraulici fino a quando non fu perfettamente parallelo col terreno.........ciò che vide Mark al suo interno lo lasciò completamente basito........una piccola lastra metallica si spostò incassandosi dentro una struttura semisferica rivelandone l'entrata.........quello era un monitor sferico a 360°.......un Linear Seat...........ne aveva sentito parlare ma non ne aveva mai visto uno prima di allora.......
Mark ancora incredulo si soffermò a controllare tutti i condotti elettrici e idraulici nelle vicinansze del cokpit prima di entrarvi.....non voleva farsi sfuggire nessun dettaglio così decise a malinquore di frenare ancora per qualche istante il proprio entusiasmo di pilota.......
Dopo aver controllato minuziosamente ogni singolo cavo di alimentazione e ogni singola condotta del fluido di compensazione dei sistemi idraulici venne per Mark finalmente il momento di entrare nella cabina di pilotaggio.......
Al suo interno si potevano vedere numerosi pannelli quadrati che andavano a disegnare un reticolo all'interno di quella struttura sferica.........vedendo quello Mark non perse tempo e appoggiate la giacca e la propria sacca a terra, sotto al sedile, si sedette al posto del pilota.
La prima cosa che fece fu istantaneamente porre mano al bracciolo di destra del sedile.....li si trovavano un numero incredibile di comandi e di attuatori, e ancora come nuovi questi recavano un'infinità di cartellini scritti a penna su scotch adesivo......sicuramente quei cokpit eranno stati montati da poco altrimenti tutta quella roba i meccanici l'avrebbero tolta......ma a Mark questo fu molto utile, grazie a quella miriade di indicazioni riuscì subito ad ambientarsi all'interno di quel nuovo mondo a lui così familiare..........premette un pulsante e la struttura portante del main screen gli salì da in mezzo alle gambe ponendoglisi davanti.......con mano veloce Mark premette i pulsanti di collegamento delle due parti del nocciolo binato del generatore....e quando, al momento del boot del sistema operativo, lesse i valori di output del generatore rimase letteralmente sbalordito.........
"1428 KW!?!?! ma é UN MOSTRO! non é uno Zaku!"
Impaziente......Mark accellerò il suo ritmo nell'operare la diagnostica del mezzo......una volta che il sistema operativo fu caricato Mark andò nella modalità di controllo del sistema e fece volare le sue mani sugli switch alla destra dello schermo che simili a rotelle giravano scattando con secchi "TLACK" dando le opzioni di controllo della diagnostica di bordo.......
Non impiegò molto l'ex-collaudatore di Zeon a fare un controllo generale........in pochi minuti estrapolò le informazioni riguardanti il sistema di distribuzione energetica e alla rete fisica ad esso correlata, stessa cosa fece con il sistema propulsivo, il sistema idraulico e il sistema di raffreddamento, tutto venne controllato mediante softwere, il lavoro che i meccanici avevano operato era impeccabile.......
Ogni singolo pezzo era come se fosse appena uscito dalla fabbrica, nessun guasto, nessuna imprecisione o malfunzionamento........tutto comletamente nella norma ed entro i valori di tolleranza prestabiliti dagli standard.
Una volta effettuata questa semplice operazione Mark fece altri due controlli, chiuse il Cokpit e tramite il pulsante rotondo giallo posto sotto al main screen accese il sistema di visualizzazione principale, il monitor sferico attorno a lui prese vita immergendolo nella realtà che poteva osservare dai 18 metri d'altezza del proprio mezzo.........testò il sistema di rotazione del mono-eye visualization system e il sistema di torsione elettromeccanica della testa, tutto regolare.........passò successivamente alla visualizzazione termica, notturna e ai raggi X.......funzionava tutto perfettamente.
Successivamente Mark non ancora soddisfatto rientrò a smanettare con il sistema di interfaccia softwere del proprio Mobile Suit, tramite quello lanciò un sottoprogramma di simulazione per testare la mobilità delle articolazioni, non poteva di certo muoversi davvero......e quello gli avrebbe fronito dei dati attendibili su cui basarsi per poter effettuare poi delle prove operative.......
Il sistema registrò un leggero malfunzionamento a livello dell'artiolazione del piede destro.........un sensore di prossimità andava continuamente in loop segnalando un guasto.......e l'attuatore immediatamente superiore dava "
impossibilità di movimento".......Mark volle vederci chiaro........così si aggrappò alla carrucola accuratamente istallata nel grosso pannello blindato a protezione del Linear seat e scese fino a terra.........
Non appena fu a circa tre metri dal suolo saltò giù senza aspettare che la carrucola arrivasse al suolo........non aveva di certo tempo da perdere con cavolate........quindi si armò di chiavi e attrezzi e smontò la copertura blindata a protezione del sistema idraulico di movimento della giuntura del piede...........vi si infilò dentro con tutto il busto una volta che con un junior Mobile suit ebbe sollevato il grosso pezzo di metallo........
Dopo trenta secondi esatti di ricerca ottica Mark uscì vincitore.........con il viso sporco di grasso e la maglia altrettanto macchiata.......si ritrovò in mano una chiave inglese........non sua però.........qualche meccanico per la fretta nel montaggio aveva lasciato lo strumento incastrato appena sotto il grosso pistone che permetteva alla caviglia di piegarsi avanti e indietro.....questo spiegava il perchè di quell'allarme...il sensore segnalava un'ostacolo a causa di quella mini massa ferrosa che lo mandava in tilt, mentre i sensori sulla meccanica segnalavano la presenza di un corpo estraneo che rendeva impossibile il movimento dell'articolazione.......
Un pò affannato Mark posò pesantemente la chiave sul carrello di un meccanico.......menomale che se ne era accorto, altrimenti quella giuntura avrebbe patito della cosa a lungo andare....si che a confronto quella chiave era niente....ma se si fosse incastrata da qualche parte avrebbe potuto causare non pochi problemi........
La fronte dell'Ex-collaudatore era estremamente imperlata di sudore....la dentro faceva un caldo inverossimile.........e l'aria era talmente calda che respirarla quasi bruciava i polmoni..........menomale che all'interno del cokpit l'aria era condizionata e si stava veramente meglio.......
Così, dopo qualche istante di riposo Mark vi tornò dentro, risalendo nuovamente mediante la carrucola...........e una volta su fece automaticamente abbassare il montacarichi di modo che chiunque avesse voluto usufruirne avrebbe potuto prenderlo e portarselo via.......in fondo non era solo la dentro e le risorse erano quelle che erano.......
Tornato nel cokpit lo chiuse completamente, si stava davvero meglio la dentro con l'aria condizionata.............dopo le operazioni principali restava ancora poco da controllare.........restavano i sistemi di puntamento e i sistemi d'arma.............
Per i primi Mark sfruttò il medesimo trucco sfruttato per il sistema articolare dello Zaku, lanciò una simulazione di combattimento all'interno del Cokpit e provò letteralmente a pilotare il proprio mezzo in un'ambiente terrestre........in memoria c'erano le istruzioni per un breve giro di prova attorno allo spazio di Odessa.........in fondo.....quello era sempre stato un suit di Zeon una volta......Mark strinse per la prima volta le due leve a forma di elle rovesciata alle estremità dei bracioli del sedile del pilota, erano maneggevoli e i comandi delle braccia rispondevano istantaneamente.....tutto un'altro mondo rispetto agli Zaku di una volta.........poi, per testare la capacità di spinta vettoriale dei due motori ricavati sapientemente dalla versione F2 dello Zaku, premette i due pedali che si trovavano immediatamente all'estremità più bassa del sedile.......
Il suit rispondeva bene.........anzi benone per quanto lo ricordava lui........ma c'era ancora qualcosa che non gli tornava........
"Con 1428 KW di potenza effettiva non dovrei avere problemi a fare dei salti ben maggiori rispetto alla versione F2....perchè invece la spinta vettoriale é la stessa?............Chi ha realizzato il pacchetto di modifiche su queste macchine non ha considerato che essendo la struttura ancora dei vecchi modelli non avrebbero sfruttato al 100% la potenza di uscita del nuovo generatore.........questo suit si e no lavora al 60% delle proprie potenzialità..........dovrò provvedere di persona a stendere un rapporto dettagliato su quanto necessario per far rendere al massimo queste macchine...............se restano così come sono ora potrebbero non reggere il confronto con eventuali nuovi modelli dei Titans........e io non voglio correre questo rischio....."
Mark era immerso in un sollilocquio mentre con il sistema di puntamento inquadrava via via più obbiettivi, scartando di volta in volta da un obbiettivo all'altro, passando dalla modalità "
GND" alla modalità "
AIR" per localizzare nel modo più efficente gli obbiettivi a terra e in volo..........il sistema di puntamento era nuovo di pacca, tutta un'altra musica rispetto a quello dei vecchi Zaku, l'ottica migliorata e i maggiori punti di triangolazione forniti dagli altri sistemi ottici garantivano una maggiore precisione al sistema automatico di puntamento, a Mark non restava che stabilizzare la tacca ti mira con il mirino e attendere che il segnale LOCK apparisse in rosso al lato del cerchietto contornato da quattro freccette si accendesse sul monitor panoramico per poi fare fuoco.............anche quella prova era stata fatta e il risultato era più che soddisfacente.
L'ex-soldato di Zeon uscì dalla simulazione e andò a vagliare ancora l'ultima cosa che gli restava da controllare......oltre all'ultimissimo sfizio che si voleva togliere dopo quel test.......dietro al bacino del proprio Zaku era ben riposta la sua Heat Hawk........con mano abile e con presa sicura Mark conscio di diò che faceva fece muovere il braccio destro del proprio Zaku.......lo portò all'indietro e fece stringere le dita della mano attorno all'impugnatura dell'arma, il sistema riconobbe subito tramite il sistema di comunicazione whireless l'arma come facente parte del sistema offensivo, così essa si distaccò automaticamente dall'aggancio elettro-meccanico al quale era solidale in precedenza...........poi facendo attenzione Mark la portò avanti e sempre tramite il sistema di comando remoto dell'arma attivò l'elettro-surriscaldamento della stessa.......la lama del classico grigio metallico iniziò a vibrare.........vibrò talmente intensamente a causa del surriscaldamento che in pochi secondi divenne di un arancione intensissimo, quasi fluorescente..........in quell'istante, mentre lo Zaku di Mark teneva impugnata quell'arma al contrario innanzi a se il suo unico occhio si illuminò di una sinistra luce rosata dai riflessi cremisi...........
L'ultimo test era stato completato, l'Heat hawk era perfettamente funzionante.
Mark disattivò l'elettro-surriscaldamento e l'evanescenza arancione dell'arma iniziò a scemare.......fino a scomparire completamente. Lo zaku ripose l'arma nuovamente nel suo alloggiamento nel retro del proprio gonnellino occupando nuovamente quell'hard point. Fatto quello Mark si dedicò a vagliare le secifiche di quella che sarebbe stata la sua risorsa sulla lunga distanza.........il BR-87A "BOWA" beam rifle..........un'arma apparentemente fatta apposta per quel tipo di suit........pratica, dotata di E-PACK intercambiabbile, con un'ottima potenza di uscita, e dal sistema di puntamento eccellente, per quello che ovviamente all'epoca era diventato lo standard............l'Ex-Sergente prese accuratamente in visione gli schemi tecnici dell'arma recanti all'interno del database del suit..........la potenza di uscita della stessa era di ben 2,2 MW.........il necessario per penetrare la corazza altrui e sciogliere la materia metallica circostante.......un colpo ben portato con quell'affare e BOOM........i Titans avrebbero avuto un suit in meno.........la precisione poteva essere accuratamente garantita dalla pratica impugnatura laterale ripiegabile che faceva dell'arma quasi l'evoluzione ultima della Zaku-macchinegun dell'era passata..........appurata la validità di quest'ultima arma Mark spense tutti i sistemi e disattivò le due celle a combustibile del generatore minovsky ultracompatto......tutto si spense e il mono-eye del suo zaku si disattivò lasciando dietro di se soltanto una fessura immersa nella più completa oscurità.......mentre dalla mascherina radiale sul suo mento fuoriuscì un getto intenso di vapore ad opera del sistema di raffreddamento che stava a indicare la completa cessazione delle attività da parte del reattore.
Mark uscì soddisfatto dal cokpit della sua unità dopo aver raccolto la propria giacca di pelle e la propria sacca.......aggrappatosi quindi alla carrucola scese a terra e una volta li notò con disappunto che si era sporcato tutto.........era stato talmente preso dal lavoro che non si era accorto che si era riempito di macchie.........poco importava, adesso quello poteva dirsi davvero il SUO Zaku controllato e settato secondo i dati che aveva raccolto durante i test della versione H dello stesso modello e secondo la sua esperienza degli anni passati.............si sentiva soddisfatto, quello che poteva fare su quel gingillo al momento lo aveva fatto.........poi a Mark balenò in mente un'idea assurda......ma accidenti.......era parecchio azzeccata........
la sua mente iniziò a macinare sulle affermazioni da lui fatte durante la simulazione di combattimento nella quale aveva testato il sistema di puntamento.......
Quel suit era mal sfruttato.........le sue potenzialità erano "costrette" a operare su un range di funzionamento più basso di quello che avrebbe potuto sfruttare...........lo sguardo di Mark si accese..........le sue doti di collaudatore gli avevano suggerito le idee giuste per far si che quel gioiellino tornasse ad essere il terrore dei federali........
Così, una volta stese le basi concettuali del proprio progetto mentalmente Mark si diresse senza aspettare Reynolds nel retro del proprio Mobile Suit........prese nuovamente in prestito un montacarichi e si elevò nuovamente ma questa volta fece capolino in vicinanza dei due vernier trusters ricavati dalla versione F2.......di capacità di spinta maggiore rispetto a quelli standard.
Il loro rivestimento interno giallo non tradiva alcuna imperfezione....erano come il resto dell'unità nuovi di pacca.......Mark non voleva lasciar nemmeno un granello di sabbia al caso, voleva essere scrupoloso fin nei minimi dettagli.........così infilò la testa a controllare se c'erano eventuali scorie a bloccare la fuoriuscita del getto dei motori...........con sua grande sorpresa non trovò scorie........ma trovò ancora i sigilli plastici che stavano a copertura delle apparecchiatura indicandone lo stato di pre-imballaggio.........anche quelle parti erano nuove di zecca e montate da veramente poco tempo...........così Mark tolse i due grossi "cappucci" bianchi dalle due ubicazioni prima in uno e poi nell'altro motore.........poi fece abbassare il montacarichi e lo riconsegnò a uno dei meccanici dell'officina e dopo aver buttato le coperture e aver recuperato della carta iniziò a pulirsi........ si lavò la faccia e le mani accuratamente a un bagno approntato li nelle vicinanza e poi, in tutta tranquillità si tolse la maglietta bianca tutta sudata e sporca di grasso......era una maglietta bianca di poco conto, costava anche relativamente poco quindi dopo essersi rinfrescato e ripulito si mise una maglietta di ricambio nera, ma non buttò via la sua, la tenne per poterla poi inseguito lavare, va bene che costava poco, ma in periodo di guerra non si buttava mai niente.........
Successivamente pose la sacca con le sue cose li vicino e tirò fuori il proprio palmare personalizzato facente parte della sua dotazione, una volta preso in mano l'oggetto iniziò a scrivervi e a disegnarvi alcuni progetti promettendosi di farli vedere al capo-meccanico prima di andare in missione...............poi si interruppe per qualche istante, si sedette sul piede destro del proprio Zaku e si tolse le scarpe...........dopo di che, con il coltellino svizzero alla mano iniziò a far leva sul collante che aveva applicato sotto al plantare delle proprie calzature......dopo qualche sforzo per non rovinarle da esse Mark recuperò i due dischetti contenenti i dati relativi ai Dragon Fangs che lui personalmente avrebbe dovuto consegnare ai leader della squadra.........grazie ai vani stagni che aveva ricavato nelle proprie calzature i due dischetti erano in perfette condizioni..........
Rimessosi le scarpe infilò i due preziosi dischi lella tasca destra dei propri pantaloni curandosi di chiudere la cerniera.........poi riprese a fare l'abbozzo dei progetti che stava pian piano ideando.........attendendo che Reynolds andasse a controllare il loro operato..........
[Mark non ha fatto altro che prendere la sua unità e studiarla......ne ha controllato ogni singola parte sia fisicamente a occhio sia tramite la versione aggiornata del canbus del mezzo ovvero il suo sistema di auto-diagnotica, dopo aver controllato i sistemi base quali idraulica, raffreddamento, rete energetica e motoria é passato alla prova dei sistemi ottici, poi a quelli di puntamento e a quelli d'arma, dopo aver fatto queste per lui semplici operazioni si é dedicato a una prova "virtuale" del proprio mezzo attraverso la quale ha fatto delle considerazioni sulle sue prestazioni e su come poter ovviare ai suoi difetti di realizzazione e di miglioramento. Dopo di che si é dedicato a controllare gli apparati propulsivi e dopo ancora ha iniziato a stendere le basi per quelle che saranno le proposte che avrà da fare al capo-meccanico. Infine in previsione del collocquio con i leader della squadra Mark ha preparato i due dischettti con le istanze top-secret ponendoli a portata di mano nella tasca dei propri pantaloni curandosi di chiuderla per evitare di perderli.
Per redigere una messa a punto ottimale Mark sfrutta lo Stereotipo
Pilota collaudatore + la qualità
Preciso]
[Forza raga che non vedo l'ora di entrare in scena

Forza Kou!!!!]